Una giornata storta. Che fare quando la giornata comincia male?

Non c’è niente da fare: ci sono giornate che cominciano male. Ti alzi dal letto e pensi: “Come faccio ad arrivare fino a stasera?”

Magari fuori piove a dirotto. E tu pensi: “Noooo! Non ho proprio voglia di uscire là fuori!” O magari hai dormito male, forse perché rimuginavi su qualcosa che era successo il giorno prima.

La giornata rischia di prendere una brutta piega: spesso il cattivo umore tende a montare come la panna o come un’onda del mare!

Ebbene: che fare?

Fermati un momento e nota cosa ti sta accadendo: stai pensando. E che ciò che pensi ora è: questa giornata sta cominciando proprio male.

Sì, è vero, là fuori ci può essere qualcosa di oggettivo che giustifica il tuo pensiero: la pioggia battente che ti attende appena uscirai di casa, un rumore che ti ha svegliato di soprassalto durante la notte e poi non sei più riuscito a riprendere sonno, il caffè che è finito ieri e che hai dimenticato di ricomprare…

Ma insieme ai fatti oggettivi ci sono sempre i tuoi pensieri. Ciò che tu pensi di quei fatti.

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Allora, prendi semplicemente atto di questo: stai pensando e ciò che pensi ti dispone male verso la giornata che sta iniziando. Inoltre, forse ora insieme ai tuoi pensieri c’è anche il tuo corpo che si sente fiacco, poco disponibile a fare la sua parte nel nuovo giorno. Forse, anche qualche emozione comincia a fare capolino (irritazione, frustrazione, tristezza). E forse la mente dice subito la sua con qualche altro pensiero del tipo “che scocciatura iniziare la giornata così…”.

Ognuno conosce bene la propria personale catena di pensieri, di reazioni fisiche e di emozioni che, di solito, non promette niente di buono.

Non è importante se questa reazione a catena è partita da un avvenimento esterno o da un pensiero. Ciò che conta è che ora sei lì, anche se probabilmente non ci vorresti essere: a nessuno di noi piace che una giornata cominci male.

Torna ad osservare i tuoi pensieri. Hai notato come il semplice fatto di osservarli ti faccia sentire più presente? Li puoi osservare perché, semplicemente, tu non sei i tuoi pensieri. E mentre li osservi magari cominciano ad assumere una consistenza diversa. Magari iniziano stranamente a cambiare. Questo accade perché, come ci hanno spiegato filosofi, saggi e fisici teorici del ‘900, quando osservi una cosa la cambi, per il semplice fatto di osservarla. È così.

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Stai sorridendo? Può succedere quando osservi i tuoi pensieri e ti rendi conto che loro non sono te e che mutano per il semplice fatto che li stai osservando da un altro punto di vista. Anche se là fuori continua a piovere, o il caffè continua a non esserci. Ma tu adesso stai sorridendo. Curioso, no? Forse, la giornata non sarà così male come sembrava poco fa. Perché, incredibilmente, il sorriso richiama altri pensieri, diversi dai precedenti. E magari qualche emozione più gradevole. In effetti, il fatto fisico di sorridere muovendo i muscoli del nostro viso sembra avere la capacità di attrarre pensieri ed emozioni piacevoli.

I nostri pensieri sono come dei palloncini colorati che fluttuano nella mente. Prestare attenzione ai loro colori e alle loro forme, scegliere quelli che ci piacciono di più e sorridere mentre lo si fa, può fare una grande differenza. Non solo per la giornata che ci aspetta.

 

di Antonio Di Zanni.

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