L'ombra... Il lato di noi che teniamo nascosto

In tutti noi c'è una parte del carattere che si nasconde e che vive nell'ombra, un lato che non ci piace guardare, di cui ci vergogniamo e che, proprio per questo, agisce in maniera incontrollata creando conflitti interiori.
E' il lato meno gradevole e carino del nostro carattere che si manifesta quando siamo di cattivo umore - il cosiddetto “umor nero” - quando ci sentiamo arrabbiati, depressi o in colpa.

I nostri genitori, gli insegnanti, così come altre figure di riferimento ci hanno spinto a sviluppare il lato luminoso della nostra personalità e a mostrarne sempre e solo le parti belle, prestanti e di successo, insomma a conformare il nostro carattere agli standard socialmente accettabili.  

La società infatti riconosce come positiva solo la posizione euforica e di successo e rifiuta ogni momento di depressione e difficoltà.
Così questa attitudine la apprendiamo fin da piccolissimi, si radica in noi, si perpetua nella nostra vita adulta e infine viene trasmessa alle generazioni successive, determinando spesso una scarsa consapevolezza di sé e il rifiuto di alcuni importanti aspetti della natura umana che fanno parte dell'esistenza (il male, la morte, la violenza…). Come sappiamo però, quando la natura viene maltrattata, arginata o imbrigliata, tende a manifestare la sua energia in forme a volte subdole, a volte estremamente potenti, e in ogni caso distruttive. L’ombra negata e mal gestita si manifesta nello stesso modo, riversandosi sui singoli individui e sulla collettività in diversi modi, ad esempio attraverso la depressione dilagante, le guerre, gli episodi di violenza, l'estrema povertà di alcune zone del pianeta, e così via.

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Questo significa che negare o reprimere la parte scura del nostro carattere, non risolve il problema ma, al contrario, lo alimenta segretamente e fuori dal nostro controllo e così, prima che possiamo rendercene conto, come descrive molto bene l'autore Robert Bly nel testo “Il piccolo libro dell'ombra”, ci ritroviamo sulle spalle un enorme e pesante sacco che, giorno dopo giorno, abbiamo riempito di quelle parti di noi a cui abbiamo rinunciato e che faticosamente ci portiamo dietro per tutta la vita.
Inoltre, sappiamo che il sacco non resisterà a lungo ad un tale peso, rischiando così di rompersi e di mostrarci inaspettatamente il suo contenuto e così avvertiamo un senso di leggera inquietudine: in effetti, se ciò accadesse, saremmo costretti a fare i conti con tutto ciò che non ci piace di noi stessi, tutto in una volta.

A questo, che potrebbe ritenersi già un valido motivo, si aggiunge un altro aspetto per cui varrebbe la pena aprire consapevolmente il sacco e guardarci dentro…l'Ombra racchiude in sé molte risorse e qualità del nostro essere che, se portate alla luce, ci permettono di arricchire la nostra personalità e di esprimerci con rinnovata vitalità ed energia.
Sempre Robert Bly definisce la parte nascosta, “oscurità positiva”, con riferimento al fatto che rendendosi disponibili a conoscerla, accoglierla ed esprimerla, si ha l'opportunità di utilizzarne tesori e ricchezze, diventando individui sempre più completi ed integri.

La vita stessa è basata sulla dualità - luce e buio, giorno e notte, amore e odio – ed è solo attraverso una piena espressione di questi aspetti che l'esistenza è possibile in tutte le sue forme. Recentemente le neuroscienze stanno spiegando come l'esperienza della realtà possa plasmare la nostra mente, rendendola in grado di comprendere la realtà stessa, e come quindi la mente possa plasmare la realtà. Allora una mente che tenda a negare, reprimere, giudicare alcuni aspetti di noi e della realtà, può limitare, deviare o distorcere l'esperienza che viviamo, conferendogli un senso completamente diverso da quello giusto per noi.

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Al contrario, comprendendo fino in fondo l'esperienza che stiamo vivendo potremmo scoprire che la parte scura del nostro carattere può contenere ad esempio una certa sensibilità, profondità, vulnerabilità, aspetti che è possibile e utile recuperare per vivere la realtà in modo più vero, arrivando ad un giusto equilibrio tra la posizione invincibile e splendida che inseguiamo senza sosta e quella depressa e disagiata in cui ci ritroviamo nostro malgrado...una posizione autentica ed umana!

Fare pace con l'ombra significa smettere di lottare con i nostri stati d'animo, porre fine al conflitto interiore e liberare quindi quella creatività che ci permette di attingere alle risorse del nostro essere e di rispondere positivamente agli eventi della vita.

Come fare praticamente? La sfida è provare a riconoscere ed accettare il nostro umore del momento, qualsiasi esso sia, senza alcun tipo di giudizio, ma semplicemente lasciandogli il tempo di vivere dentro di noi.
Ogni stato d'animo, umore, sensazione ha un suo significato e può insegnarci qualcosa su di noi, su chi siamo, cosa desideriamo e soprattutto di cosa abbiamo bisogno in quel preciso momento.
Sembra ovvio e scontato, ma se continuiamo ad autocommiserarci, lamentarci, rifiutare ciò che stiamo vivendo, perdiamo l'occasione di leggere la realtà in modo obiettivo e di ascoltare quella voce interiore che sa sempre dove vogliamo veramente andare...il nostro intuito.
Se al contrario impariamo ad ascoltare anche i nostri malesseri e disagi potremo in ogni momento agire nella direzione di soddisfare noi stessi, ciò che desideriamo per noi e che ci fa stare bene.
E, con la pratica, l'ascolto può diventare una bussola che ci guida nelle nostre scelte e decisioni, che ci permette di prendere in considerazione tutti gli aspetti di noi, anche quelli che prima tendevamo a trascurare, che consideravamo inutili o addirittura paurosi, ma che in realtà sono fondamentali per comprendere fino in fondo la nostra verità e vivere quindi in modo autentico e pieno.

 

di Lucrezia Lupoli.

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