COME APPROFITTARE DEL RISVEGLIO DELLA PRIMAVERA PER RISVEGLIARE SE STESSI.

La stagione primaverile che si sta avvicinando, tra gelate mattutine e calure pomeridiane, piogge incessanti miste a sprazzi di sole e altre contraddizioni, ci offre una grande opportunità: aprirci alla percezione di noi stessi, attraverso la percezione di ciò che ci circonda (e/o viceversa), e portare quindi presenza e apertura del cuore nella nostra vita.
La danza, più o meno armoniosa, con cui le giornate di fine inverno giocano e si confondono a quelle di inizio primavera, ci dà infatti l'occasione di provare sensazioni ormai sopite dopo il lungo periodo di freddo e buio: sprazzi di colore, profumi inaspettati, suoni fugaci, possono sorprenderci e darci la possibilità di stupirci. Sorpresa e stupore ci distolgono per brevi istanti dall'intorpidimento causato dal continuo lavorio della nostra mente, riportandoci al presente e contribuendo ad un graduale (o improvviso) risveglio di sé
Hoffman Quadrinity Process

È possibile sfruttare questa occasione e perseguire in modo intenzionale il risveglio, mantenendo la propria attenzione contemporaneamente su di sé e sul mondo intorno a sé, in un continuo scambio tra interno ed esterno.
Esiste infatti una connessione profonda tra cicli stagionali e mondo interiore, di cui spesso non siamo consapevoli, ma che determina in ciascuno di noi un movimento ciclico naturale, funzionale alla crescita del nostro sé. Il ciclo individuale, come quello della natura di cui facciamo parte, inizia dalla semina di un'istanza interiore nella stagione autunnale, porta alla chiusura e all'introversione invernale – tempo utile per la maturazione e lo sviluppo del seme – prosegue verso la graduale apertura al mondo esterno nella stagione primaverile, fino alla massima espansione nel periodo estivo, per terminare con la raccolta dei frutti, in quella che viene definita “Quinta stagione” nella cultura orientale.
Essere consapevoli di questo ciclo naturale dell'individuo e quindi seguirne e assecondarne intenzionalmente i movimenti è un buon modo per vivere connessi ai propri bisogni, sentirsi a proprio agio in tutte le stagioni, conservare le energie e/o usarle al massimo nel momento opportuno, insomma può essere una vera e propria chiave per il benessere.
Ecco quindi che in questo inizio primavera, ricordarsi di essere presenti alla percezione di ciò che c'è intorno a noi, ovvero al graduale risveglio della natura, può aiutarci a percepire il nostro ciclo individuale e portarci a un vero e proprio risveglio della presenza, che è la nostra natura più intima.

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La condizione perché questo possa accadere è che ci si predisponga a percepire ed accogliere senza giudizio ciò che emerge e si muove al di fuori ma, soprattutto, nel nostro mondo interno.
Se infatti siamo impegnati nei nostri conflitti interiori e impieghiamo la nostra energia nel reprimere e non sentire alcune sensazioni che riteniamo sgradevoli, che ci fanno paura o che crediamo possano danneggiare noi e gli altri, tenderemo a chiuderci e ad isolarci in un mondo in cui la percezione è solo illusoria e non connessa a noi e alla realtà che ci circonda.
In questa condizione siamo in un circolo vizioso di identificazione con concetti distorti di sé, fissazioni, avversioni, stati emozionai e mentali disfunzionali, desideri mancati, e, di conseguenza, non possiamo che essere addormentati, intorpiditi nei sensi, impossibilitati a percepire, ricevere e godere della pienezza della vita. In questo caso, come ci insegna la filosofia orientale, il nostro Chakra del Cuore è chiuso o contratto e, come effetto di questo, lo sguardo si incupisce e si spegne, e sul corpo scende come un'ombra; tendiamo ad allontanarci dagli altri, verso i quali ci sentiamo separati e distanti.
Altresì, aprendoci alla percezione e all’accettazione del nostro mondo interno, con la fiducia che quanto sentiremo non potrà farci del male, non sarà dannoso, potremo gradualmente lasciare andare le vecchie identificazioni e idee di sé ed aprirci alla consapevolezza di chi realmente siamo: pura Presenza, pura Consapevolezza.
Entriamo quindi in un circolo virtuoso di apertura del cuore e dei sensi, che ci predispone a ricevere gli stimoli esterni e a lasciarci attraversare da ogni sensazione, assaporandola fino in fondo. Poter sentire la totalità di ciò che accade ci regala sensazioni di pienezza, appagamento e benessere. L'effetto di un Chakra del Cuore aperto si riversa nel nostro intero organismo, illuminando occhi e volto, rendendo stabile e armonioso il corpo. Tutto questo attira persone intorno a noi, verso le quali ci sentiamo predisposte e alle quali portiamo luce e calore. 
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E così la vita si rivela a noi in tutta la sua intimità e bellezza.

Il Chakra del Cuore è un centro vivo di energia e il suo colore richiama i colori della natura in primavera: va dal rosa ad un verde carico di luce, che sui bordi sfuma nell'oro.
Il cuore è il nostro sole, il nostro piccolo sole personale, e la sua apertura è l’unico vero antidoto all'isolamento e al malessere.
Il grande cammino da compiere per riportare amore, gioia e benessere nelle nostre vite è quindi quello di spostare la nostra attenzione a quel livello e lasciarlo espandere, affinché il nostro qui e ora, che è l'unica realtà, l'unica cosa che esiste, possa essere un tempo di vita vera e presenza.

Lucrezia Lupoli

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