Il bel gioco dura… tutta la vita! Giocare anche da adulti è fondamentale per il nostro benessere psicofisico.

Il tema del gioco è stato trattato e studiato da diverse branche di ricerca: psicologia, medicina, filosofia, pedagogia, antropologia… 

Il termine gioco, dal latino iŏcus (scherzo, burla, gioco) viene definito come “qualsiasi attività liberamente scelta a cui si dedichino, singolarmente o in gruppo, bambini o adulti senza altri fini immediati che la ricreazione e lo svago, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive“ 

“Quando si gioca, si apre il cuore. Col cuore si vede e si apprendono le cose essenziali della vita” 
“Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupery 

Alcuni studi condotti osservando la funzione del gioco nei bambini, hanno dimostrato che la propensione a giocare è innata fin dai primissimi mesi di vita: inizialmente sembra essere legata al puro piacere di svolgere questa attività, senza un secondo fine; in un secondo momento (verso i 4-5 anni) nel bambino si sviluppa la possibilità cognitiva di cogliere il legame tra causa e effetto; durante tutto il processo di crescita, inoltre, il gioco assume l’importantissima funzione di mezzo attraverso cui il bambino impara su di sé e sul mondo che lo circonda. 

La scienza ha poi dimostrato come il gioco porti benefici durante tutta la fase di crescita dei bambini: uno studio condotto nel 2003 alla Washington University ha provato che il gioco attiva e sviluppa le aree cerebrali coinvolte nelle funzioni superiori, come la socializzazione, la comunicazione e la gestione delle emozioni. Ad esempio, giocare “alla lotta” attiverebbe il BDNF un fattore neurotropico che stimola la crescita neuronale

E crescendo, cosa accade allo spazio dedicato al gioco e all’esprimersi in modo autentico e spontaneo? George Bernard Shaw diceva che “l’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”. 

gioco2

Sembra, infatti, che con il passare degli anni ci sia il rischio di dedicare meno tempo ed energie a spontaneità e leggerezza, e che il “dover essere seri” prenda il sopravvento. Spesso molto più di quanto sia necessario, e con effetti negativi rispetto al nostro benessere psicofisico. 

Ulteriori studi condotti da ricercatori della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Istituto di neuroscienze del Cnr - pubblicato su Nature Neuroscience – e dalla Mayo Clinic di Scottsdale hanno rispettivamente dimostrato che “è possibile influire sul cervello adulto in modo da ripristinare il suo stato di plasticità giovanile, con una strategia di arricchimento ambientale” e che “impegnarsi in giochi mentalmente stimolanti è uno dei modi migliori per mantenere integro il proprio livello cognitivo e ridurre il rischio di patologie legate all’invecchiamento.” Il gioco ha anche effetti benefici sulle relazioni: condividere con altre persone momenti di gioco, aumenta il senso di intimità, aiuta a sviluppare connessione, vicinanza e sostegno e a facilitare la cooperazione e la capacità di lavorare in gruppo. 

La possibilità di ritagliarsi del tempo da dedicare a giochi che permettano al mondo emozionale di esprimersi liberamente rappresenta quindi una… serissima possibilità oltre che un dovere verso se stessi! 

Il gioco può essere inteso come un’occasione di scoperta e di emersione di consapevolezze all’interno di attività specifiche, ma anche come processo, come “modo giocoso di”, come una serie di qualità con cui è possibile colorare le proprie azioni e, perché no, come atto di libertà con il quale scegliere di portare felicità e benessere nella propria vita. 

gioco3

Ognuno, per prima cosa, può trovare i giochi maggiormente adatti alle sue esigenze e preferenze: il campo delle possibilità è davvero molto ampio. 

Una volta individuata la tipologia di giochi che risuonano maggiormente nelle proprie corde, è possibile esplorare il nostro personale modo di stare nell’esperienza del gioco: cosa ci dice della nostra parte emozionale? Quali sono i suoi bisogni? Quali reazioni ha questa parte quando le viene data la possibilità di esprimersi liberamente? Spesso il modo in cui giochiamo è una lente d’ingrandimento sulle dinamiche che mettiamo in atto nei diversi ambiti della nostra vita. 

Potrebbe essere interessante anche vedere quali tipi di giochi ci attraggono: attività che coinvolgono maggiormente il corpo? Giochi di logica o di cultura? Giochi che richiedono l’uso della fantasia e dell’immaginazione? E come impariamo nuovi giochi? Che qualità mettiamo “in gioco”? 

È infine possibile provare a trasferire la nostra parte ludica nelle attività quotidiane: osservando infatti come ci comportiamo durante i giochi e comprendendo cosa facciamo noi perché quello specifico gioco ci porti benessere, è possibile provare a trasportare queste attitudini nella vita quotidiana e provare così a godere dell’esperienza che si fa, per il modo in cui la si fa. Proprio come avviene quando giochiamo e ci divertiamo! 

di Anna Paganotto e Gigi Mastrangelo.

Tags: felicità, Giocare, emozione, libertà, scoperta, consapevolezza

  • Home
  • NEWS
  • Il bel gioco dura… tutta la vita! Giocare anche da adulti è fondamentale per il nostro benessere psicofisico.